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Riccione, comune autonomo

L'indipendenza e la libertà di Riccione e dei riccionesi

Già a partire dai primi anni del '900 vi furono a Riccione numerose manifestazioni che avevano come obiettivo quello di costituire una frazione a sè. La prima avvenne nel 1910 quando tutti i cittadini compilarono, firmarono e portarono di persona una domanda agli elettori dell'epoca. I risultati però non furono buoni. Senza darsi per vinto, nove anni dopo il popolo decise di dar vita nuovamente ad un'altra domanda, più significativa, visto che il suffragio elettorale si era maggiormente allargato.

Venne così costituito un Comitato Regionale e una Commissione Esecutiva: entrambi avevano lo scopo principale di trovare i mezzi, economici e finanziari, per far si che Riccione diventasse comune autonomo.  Grazie a quasi 900 firme si voleva dimostrare al Ministero degli Interni che tutto era ormai pronto per il distacco da Rimini, viste soprattutto le notevoli risorse provenienti dal turismo, all'epoca sempre più sviluppato. A Riccione la popolazione era in netta crescita e in estate i numeri degli abitanti si raddoppiavano così tanto che i servizi riminesi non erano più sufficienti a gestire il tutto.  Specialmente la scarsità d'acqua era evidente e in zona cominciava a trapelare l'idea di, appunto, dividere le due zone.

Tutto non fu vano e così, dopo ripetuti tentativi non andati a buon fine, il 19 ottobre del 1923 il Comune di Riccione riuscì finalmente ad ottenere la propria autonomia e si liberò da Rimini. per la gioia non solo dei riccionesi ma anche di tanti abitanti riminesi.