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Gli Anni Trenta a Riccione, il boom della vacanza di massa

La scalata verso il successo della città e lo sviluppo del turismo di massa in Riviera

Nei primi anni '30 la città di Riccione visse un periodo di grande splendore in campo turistico, che permise alla località di divenire una delle mete di vacanza più ambite degli italiani (e degli stranieri Essa, mantenendo comunque tracce di eleganza e di antiche tradizioni, divenne in tutto e per tutto sinonimo di turismo balneare di massa, grazie al mare, alle sue spiagge e a stereotipi che l'hanno fatta conoscere ed apprezzare in tutta Italia.

Nel corso del XIX ricchi bolognesi costruirono qui in Riviera le proprie residenze, grazie al clima favorevole e alla bellezza della città, e così vi fu un primo grande e significativo sviluppo turistico per Riccione. Inoltre, nei pressi del centro e del lungomare, sorsero i primi hotel, le prime strutture alberghiere e nacquero i primi stabilimenti balneari, soddisfacendo così la voglia di vacanze dei turisti. Migliaia di gruppi di persone, con ogni genere di mezzo, raggiunsero Riccione e diffusero questa via via questa che divenne una vera e propria “moda”, se si pensa che nel 1930 Riccione contava un afflusso medio di quasi 32.000 turisti all'anno, con 100 strutture alberghiere complete e operative. L'avvento della Seconda Guerra Mondiale fu però disastroso, visto che anche qui essa passò non senza far danni.

A testimoniare l'importanza e l'affermazione di Riccione nel campo turistico, fu anche l'acquisto nell'anno 1934, di una villa che il Duce Benito Mussolini acquistò per farne la propria dimora per le vacanze estive; essa, situata nelle vicinanze di Viale Ceccarini, dopo varie ristrutturazioni è ancora oggi visibile, teatro spesso di mostre e manifestazioni davvero interessanti.