Gli anni Ottanta e il periodo d’oro delle discoteche Riccione
Dai mitici anni '70 ad oggi, l'evoluzione delle migliori discoteche della Riviera Adriatica
Già prima dei mitici anni Settanta, il lungomare di Riccione era cosparso di locali da ballo per accogliere i numerosi stranieri italiani e stranieri – soprattutto scandinavi - che passavano la stagione sulla Riviera Adriatica. Questi locali da ballo, però, ancora non avevano niente a che vedere con le discoteche come oggi le intendiamo: erano locali aperti fino a mezzanotte con musica dal vivo, spesso interpretata da grandi artisti del calibro di Mina, Milva, Gianni Morandi e I Giganti.
E’ verso gli anni Ottanta che il modo dei giovani di vivere la notte va trasformandosi sull’onda della musica dance americana. A Riccione i locali iniziano a diventare più grandi, spostano in avanti gli orari di ingresso e di chiusura,investono tantissimo denaro in pubblicità e in animazione, mutando radicalmente il divertimento di intere generazioni.
Negli anni Ottanta le discoteche di Riccione la consacrarono come capitale italiana del mondo della notte, grazie a locali storici come la Baia Imperiale, il Prince, Pascià, Cocoricò, dove persone di ogni genere e tipo si ritrovarono a ballare fianco a fianco per intere nottate accomunate dalla passione per la house music.
Le discoteche furono un ottimo affare economico per la città di Riccione, ma non si può negare che molti riccionesi furono infastiditi da questa orda di giovani entusiasti della night life e costrinsero i locali sul lungomare a spostarsi lontano dal centro. E’ questo il motivo per cui oggi le discoteche Riccione sono tutte concentrate in collina nel giro di pochi chilometri.
Un ricordo dei mitici anni Ottanta e del periodo d’oro delle disco di Riccione.
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