Pennabilli

Splendido borgo rinato dopo il glorioso Medioevo che l'ha visto protagonista

I reperti storici che gli scavi archeologici nei dintorni hanno fatto affiorare, fanno risalire Pennabilli all'età etrusca o romana, quando molti rifugiati trovarono asilo sulle due impervie alture da cui poi prese il nome: dall'unione di due antichi castelli, quello dei Billi sopra la Rupe e quello di Penna sopra il Roccione, deriva il nome Pennabilli.

Oggi Pennabilli conta appena tremila abitanti e si trova nei pressi del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, fa parte della Comunità Montana Alta Valmarecchia ed è capitale religiosa del Montefeltro.

Il famoso Tonino Guerra, benchè nato a Santarcangelo, risiede e lavora a Pennabili sin dal 1989 e qui ha creato le sue storiche mostre artistiche, i "Luoghi dell'anima: Orto dei frutti dimenticati".

Fin dal XVIII secolo, Pennabilli ha stabilito un fortissimo legame con il Tibet, grazie a Padre Orazio Olivieri si recò a Lhasa per interagire con la popolazione tibetana e con i suoi grandi monaci, scrivendo un dizionario italiano-tibetano, poi tradotto anche in inglese.

Nel 1994 il Dalai Lama in persona, Tenzin Gyatso, è sceso a Pennabilli per celebrare il duecentocinquantesimo anniversario della morte dell'amato padre missionario; in suo onore, sul colle della città sorge una campana affiancata a tre mulini di preghiera.

Importanti luoghi di culto a Pennabilli sono il Santuario della Madonna delle Grazie (Chiesa di Sant'Agostino) con i suoi affreschi importanti e famosi, e l'area di Santa Maria dell'Oliva a Maciano.

A Pennabilli durante tutto l'anno si svolgono inoltre sagre, manifestazioni e mostre, come la mostra mercato dell'antiquariato che si svolge a luglio o il Festival internazionale degli artisti di strada a fine maggio o la sagra "Caccia ai sapori", dedicata alle squisitezze enogastronomiche di Valmarecchia e Montefeltro.