Montescudo
La sua posizione privilegiata ne fece oggetto di disputa tra le potenti Signorie medievali
In principo era Rio Alto, probabilmente di origini etrusche, poi Mons Scutulus, Montescutello ed infine oggi Montescudo; ai tempi di Giulio Cesare si pensa fosse una stazione in cui i corrieri cambiavano i propri cavalli per andare dall'antica Ariminum a Roma.
Anche Montescudo come tanti altri borghi medievali vicini, fu oggetto di contesa tra le signorie importanti del tempo, Montefeltro e Malatesta, a causa della sua posizione privilegiata.
Il borgo di Montescudo, su una collina alle pendici del Monte Godio, ancora oggi conserva l'antica Rocca e la cinta muraria fatta erigere da Sigismondo Malatesta, con i suoi camminamenti da cui ammirare il panorama circostante, e con i suoi passaggi segreti, il pozzo, la scalinata; famosa anche la torre civica del tredicesimo secolo perfettamente conservata;
e poi ancora è possibile ammirare un raro esempio di ghiacciaia malatestiana, costruita con una tecnica unica all'epoca, sul fianco del piazzale principale. Montescudo è altresì conosciuto per le sue sagre, tra cui quella famosa per antonomasia è la Sagra della Patata di Montescudo.
Il paese conta diverse frazioni, numero uno Albareto con il suo Castello antico e ben conservato, Trarivi con la sue Pieve romanica oggi conosciuta come Chiesa della Pace, dotata di un museo della Linea Gotica Orientale, e ancora la Chiesa di Valiano con i suoi antichi affreschi degli artisti della scuola del Ghirlandaio, e la Chiesa di Santa Maria del Piano.
La ricchezza di Montescudo è basata principalmente sull'agricoltura, e ne sono la prova i tanti attrezzi contadini contenuti nel Museo Etnografico di Valiano.
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